Quando la comunicazione anticipata delle tracce d’esame configura il reato di rivelazione e non l’utilizzazione illegittima di notizie segrete.
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Caso di studio
A un componente di una commissione esaminatrice di un concorso pubblico per l’assunzione di un agente della polizia locale si rimproverava il reato di rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio.
In particolare, l’imputato approfittava del proprio ruolo istituzionale e comunicava a un candidato le tracce e le domande delle prove concorsuali consentendogli di superare l’esame e di ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato con una retribuzione annua di circa ventimila euro.
Cosa dice la Cassazione
La VIa sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34503/2025, ha accolto il ricorso dell’imputato, seppur per ragioni diverse da egli prospettate e limitatamente alla determinazione della pena, operando una fondamentale distinzione giuridica tra le diverse fattispecie previste dalla norma penale.
La cassazione ha chiarito che la norma penale punisce la mera rivelazione di notizie d’ufficio destinate a rimanere segrete e non l’utilizzazione illegittima del segreto da parte del pubblico ufficiale, una condotta diversa e autonoma, consistente nell’utilizzazione del segreto da parte del pubblico ufficiale, allo scopo di conseguire un profitto.
Nel caso concreto, la condotta del pubblico ufficiale accertata consisteva esclusivamente nella comunicazione anticipata delle tracce e delle domande d’esame a un candidato, con violazione dei doveri di ufficio e alterazione del corretto svolgimento della procedura concorsuale.
Secondo la cassazione, tale comportamento integra pienamente il reato di rivelazione di segreto d’ufficio, ma non l’utilizzazione illegittima del medesimo da parte del pubblico ufficiale.
Quest’ultima, infatti, presuppone che il pubblico ufficiale sfrutti direttamente il segreto, a fini di profitto, senza che sia necessaria, né sufficiente, la sua rivelazione a soggetti estranei.
Inoltre, la Corte ha precisato che il contratto di lavoro a tempo indeterminato ottenuto dal candidato dopo aver superato il concorso costituisce, senza dubbio, un’utilità economicamente valutabile, poiché il vantaggio patrimoniale rilevante per l’utilizzazione del segreto deve riguardare il contenuto del segreto, non una conseguenza mediata della sua divulgazione.
Conclusioni
In conclusione, nei concorsi pubblici, la comunicazione anticipata a un candidato di tracce o domande d’esame configura ordinariamente una rivelazione di segreto d’ufficio, anche quando da essa derivi un vantaggio patrimoniale per il destinatario.
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