Il capo dell’équipe operatoria risponde delle lesioni che le garze dimenticate nel sito chirurgico causano al paziente, anche se spetta al personale infermieristico controllare le garze utilizzate.
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Caso di studio
Il primo operatore di un’équipe chirurgica e l’infermiere di sala operatoria hanno cagionato lesioni colpose al paziente. Lo hanno fatto violando le regole stabilite dalle Raccomandazioni del Ministero della Salute in materia di prevenzione di ritenzione di garze, strumenti o materiali all’interno del sito chirurgico.
In particolare, i due hanno causato al paziente un ascesso retroperitoneale fistolizzato al colon. Questo è avvenuto a seguito di una garza laparotomica che hanno dimenticato nell’addome durante un intervento chirurgico di isteronessiectomia radicale.
Cosa dice la Cassazione
La IVa sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 392/2022, ha confermato la responsabilità del primo operatore dell’équipe chirurgica.
La Cassazione ha ricordato che la Raccomandazione del Ministero della Salute n. 2/2008, per la prevenzione della ritenzione di garze, strumenti o altro materiale chirurgico, stabilisce che il personale infermieristico deve effettuare il conteggio e il controllo dello strumentario.
Tuttavia, sebbene il conteggio spetta agli infermieri, tutti gli operatori coinvolti nell’atto chirurgico devono assicurare l’adempimento degli oneri di controllo. Inoltre, spetta al chirurgo verificare che il conteggio delle garze sia stato eseguito e che il totale delle garze utilizzate e rimanenti corrisponda a quello delle garze ricevute prima e durante l’intervento.
Al capo équipe, inoltre, compete assicurarsi con certezza dell’assenza di ritenzione interna al sito chirurgico prima della chiusura. Questo obbligo non si limita al mero controllo formale dell’operato altrui o del risultato di parità del conteggio, ma attiene a un dovere proprio del chirurgo di evitare un evento avverso, derivante dalla posizione di garanzia che egli assume con l’atto operatorio.
Pertanto, pur non dovendo procedere direttamente al conteggio, il chirurgo deve accertarsi che il riconteggio sia stato effettuato e abbia dato un risultato di parità. Deve anche compiere una verifica finale del campo operatorio che consenta la sua chiusura in sicurezza.
Il risultato di parità, seppur significativo, non cautela dall’errore di calcolo nell’introduzione delle garze o dall’eventuale frammentazione delle stesse.
La responsabilità di tale accertamento finale, a cui l’operato di tutti gli operatori sanitari coinvolti nelle attività chirurgiche deve tendere, compete da ultimo al capo che guida l’équipe. Quest’ultimo è tenuto a verificare che il totale delle garze utilizzate e rimanenti corrisponda a quello delle garze ricevute prima e durante l’intervento, non potendo fare affidamento solo sull’operato dei collaboratori.
Conclusioni
In conclusione, il chirurgo capo dell’équipe, al fine di evitare il prodursi di un evento avverso connesso alla ritenzione del materiale nel corpo del paziente, ha un dovere di verifica finale del campo operatorio che va oltre il mero controllo formale del conteggio delle garze da parte del personale infermieristico.
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