Chirurgia: malfunzionamento della suturatrice e responsabilità del chirurgo

Il malfunzionamento della suturatrice non solleva il chirurgo dal verificare la sutura e prevenire complicanze gravi.

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Caso di studio

A tre medici chirurghi in servizio presso l’ospedale si contestava il reato di omicidio colposo per la morte di un paziente sottoposto a un intervento programmato di emicolectomia.

In particolare, durante l’operazione i chirurghi provocavano una fuoriuscita di materiale intestinale nell’addome, che innescava una peritonite e poi un grave stato settico, evoluto in insufficienza multiorgano e tromboembolia polmonare, condizioni che causavano il decesso del paziente.

L’elemento centrale della vicenda riguardava la sutura dell’ansa colica, che i sanitari eseguivano in modo scorretto: applicavano i punti metallici solo su un lato, a causa di un malfunzionamento della suturatrice meccanica.

Cosa dice la Cassazione

La IVa sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3295/2022, ha confermato la responsabilità per i chirurghi.

La cassazione ha stabilito che l’utilizzo di dispositivi meccanici – anche quando difettosi – non esonera in alcun modo il chirurgo dal verificarne il corretto funzionamento.

L’assenza delle graffette o l’apparenza ingannevole di una sutura compressa, infatti, erano elementi facilmente rilevabili, soprattutto perché i chirurghi avevano eseguito successivamente un’anastomosi manuale: la manipolazione dei tessuti avrebbe inevitabilmente messo in evidenza la mancata applicazione dei punti.

La Corte ha sottolineato che negligenza e imperizia non consistono solo nella cattiva esecuzione materiale (come un malfunzionamento della suturatrice), ma soprattutto nel mancato controllo che avrebbe consentito di intercettare l’errore e porvi rimedio prima che sfociasse in conseguenze letali.

Verificare la tenuta della sutura è una buona pratica chirurgica fondamentale, cui non è possibile derogare, specie quando l’intervento prevede manipolazioni dirette dell’organo, come nell’anastomosi a cielo aperto.

Conclusioni

In conclusione, il chirurgo ha un dovere ineliminabile di vigilanza e verifica sull’esito immediato delle proprie manovre e sul corretto funzionamento degli strumenti utilizzati.

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