Quando l’utilizzo improprio delle tecniche di assistenza al parto sfocia in responsabilità penale.
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Caso di studio
Al medico di turno si rimproverava il reato di omicidio colposo della paziente al termine della prima gravidanza e sottoposta a parto vaginale. Durante il travaglio, il medico praticava per due volte la manovra di Kristeller, ritenendo che vi fossero le condizioni per un parto spontaneo.
In particolare, dopo la nascita del neonato, avvenuta in buone condizioni, la donna manifestava un rapido peggioramento clinico e, nonostante i segnali, il medico ometteva di procedere tempestivamente a un approfondimento diagnostico e a un intervento chirurgico risolutivo, ritardando per diverse ore la chiamata del primario.
L’intervento di isterectomia veniva eseguito solo in un momento ormai tardivo e la paziente decedeva a causa di una lesione uterina non tempestivamente trattata.
Cosa dice la Cassazione
La IVa sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 999/2024, ha confermato la responsabilità per il medico.
Sotto il profilo della manovra di Kristeller, la cassazione ha ribadito che essa è considerata dalla letteratura scientifica una pratica pericolosa e fortemente sconsigliata, ammissibile solo in presenza di condizioni eccezionali, quali una bradicardia fetale persistente.
Nel caso concreto, è stato escluso che ricorressero condizioni eccezionali; inoltre, la manovra risultava eseguita con modalità tecnicamente improprie, integrando un autonomo profilo di imperizia.
Quanto al nesso causale, la Corte ha ribadito che il giudizio controfattuale deve fondarsi su un’elevata probabilità logica e non su mere congetture statistiche. Nel caso di specie, è stato ritenuto accertato che un intervento diagnostico e chirurgico tempestivo, eseguito subito dopo la comparsa dei segni di shock emorragico, avrebbe avuto un’elevata probabilità di evitare il decesso della paziente o quantomeno di posticiparlo in modo significativo.
Conclusioni
In conclusione, la responsabilità professionale per l’ostetrico è strettamente legata all’adesione a linee guida e best practices riconosciute a livello internazionale. L’uso di tecniche obsolete o sconsigliate lo espone a un elevato rischio di responsabilità per imprudenza/imperizia.
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