Anche senza una posizione di garanzia formale, il dipendente risponde di omicidio colposo aggravato se la sua condotta si inserisce in un contesto di rischio governato dalle norme antinfortunistiche.
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Caso di studio
All’operaio escavatorista dipendente di una società cooperativa si rimproverava il reato di omicidio colposo in danno di un collega mentre movimentava un componente a un’altezza di circa tre metri.
In particolare, l’incidente si verificava per una serie di omissioni e manovre errate, il mancato controllo del corretto aggancio della pinza posa-centine e la prosecuzione della manovra nonostante la presenza di altri operai a terra. Il carico si sganciava improvvisamente finendo per colpire violentemente un collega causandone il decesso per schiacciamento.
Cosa dice la Cassazione
La IVa sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15323/2026 ha confermato la responsabilità per il lavoratore escavatorista.
La cassazione ha stabilito che l’aggravante dell’omicidio colposo commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro non richiede necessariamente che ogni concorrente nel reato sia titolare di specifici obblighi prevenzionistici.
Quel che rileva è che l’evento si collochi nell’area di rischio governata dalla normativa antinfortunistica, il soggetto abbia fornito un contributo causale concreto alla verificazione dell’evento, la sua condotta si inserisca funzionalmente nel processo causale derivante dalla violazione delle regole di sicurezza.
La Corte ha sottolineato che, nei casi di cooperazione colposa, anche il lavoratore privo di poteri organizzativi o di vigilanza può rispondere dell’evento aggravato quando il suo comportamento contribuisce in modo prevedibile ed efficiente alla realizzazione del rischio lavorativo.
Ne consegue che non è possibile separare la condotta materiale del lavoratore dal contesto organizzativo complessivo. Se l’azione del dipendente concretizza un rischio tipico del cantiere che la normativa intende neutralizzare, il reato deve considerarsi commesso con violazione delle norme antinfortunistiche.
Conclusioni
In conclusione, nei reati colposi da infortunio o morte sul lavoro, la responsabilità aggravata non riguarda esclusivamente datore di lavoro, dirigenti o preposti, ma può coinvolgere anche il lavoratore operativo quando il suo comportamento contribuisca concretamente alla produzione dell’evento.
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