Anatomia di un flop giornalistico e istituzionale

Dalla narrazione precostituita de Il Fatto Quotidiano agli approfondimenti istruttori tardivi della Procura Generale.

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Il Fatto Quotidiano e il caso dello scoop smentito

È oramai chiaro a tutti che l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano si è rivelata un pessimo esempio di giornalismo investigativo. Lo scoop è stato costruito su notizie forzate, non verificate, ricevute da una teste della cui credibilità è lecito avanzare più di qualche dubbio.

Sinceramente desta non poco sconcerto la leggerezza con cui una testata nazionale abbia scelto di esporre mediaticamente le persone coinvolte, col solo apparente fine di validare una propria narrazione precostituita.

Il ruolo della Procura Generale di Milano

La Procura Generale di Milano, soprattutto dopo la richiesta della Presidenza della Repubblica, ha smontato pezzo per pezzo tutti i punti su cui era stata edificata la testi accusatoria del quotidiano.

Un simile epilogo impone quanto meno due considerazioni.

La prima, sull’attività istruttoria della Procura Generale di Milano. Non si può non considerare che un’istruttoria solida in premessa avrebbe precluso ab origine ogni forma di equivoco o speculazione. Sorprende che gli approfondimenti si siano resi necessari soltanto ex post, sotto la spinta di un’inchiesta giornalistica infondata e della conseguente moral suasion del Quirinale – e non siano stati adottati come prassi ordinaria, a maggior ragione considerando la delicatezza dei profili soggettivi dei protagonisti (Minetti e Cipriani).

La seconda, sulla condotta de Il Fatto Quotidiano. A fronte della integrale smentita di quelli che erano i presupposti dello scoop, gli autori hanno scelto di perseverare. Si è assistito a una ricerca ostinata di riscontri volta non a verificare la genuinità di una notizia, ma a puntellare un teorema ormai crollato. Invece di prendere atto dell’infondatezza della loro tesi, si sono prodigati per dimostrare la validità del proprio pregiudizio, contro ogni logica epistemica.

Il cortocircuito della superiorità morale

Un cortocircuito che rappresenta un vizio ricorrente per chi, ormai da tempo, si è apoditticamente autoproclamato unico custode della morale pubblica.

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