La mancata acquisizione del consenso informato non costituisce colpa per il chirurgo se l’intervento è conforme alla buona pratica clinica.
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Caso di studio
A quattro medici chirurghi, in servizio presso il reparto di chirurgia generale ed epatobiliare di un ospedale, si rimproverava di aver causato la morte di un paziente affetto da epatocarcinoma con trombosi portale segmentaria in un contesto di cirrosi epatica; condizione clinica caratterizzata da elevato rischio operatorio.
In particolare, la contestazione ai chirurghi riguardava: non aver annotato il calcolo dell’indice di Child-Pugh, fondamentale per valutare le condizioni del fegato e il rischio dell’intervento; l’assenza di un valido consenso informato, il paziente aveva firmato per un’operazione laparoscopica, ma in sala operatoria si era deciso di procedere con una laparotomia, più invasiva. Infine, secondo l’accusa, l’inserimento di un sondino naso-digiunale avrebbe provocato complicazioni respiratorie culminate nel decesso.
Sia il tribunale che la Corte di appello assolvevano i medici.
Cosa dice la Cassazione
La IVa sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 48619/2022 ha confermato l’assoluzione per i medici.
Con riferimento al consenso informato, la cassazione ha ribadito che l’obbligo di acquisirlo non costituisce una regola cautelare in senso stretto: la sua violazione, quindi, non è di per sé idonea a configurare colpa medica, salvo che l’omissione abbia impedito al chirurgo di conoscere elementi clinici rilevanti per la sicurezza dell’intervento.
Sul punto dell’omesso calcolo documentale dell’indice di Child-Pugh, la Corte ha precisato che la mancata annotazione in cartella clinica non è sufficiente a fondare una responsabilità penale, qualora risulti dagli atti che la valutazione sia stata comunque effettuata e tenuta in considerazione nel processo decisionale del team medico.
Conclusioni
In conclusione, la mancata acquisizione del consenso informato, di per sé, non rende il chirurgo colpevole se egli ha eseguito l’intervento correttamente, seguendo le regole della buona pratica medica.
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