Corruzione: quando il regalo al pubblico funzionario non è reato

Un dono di modico valore non integra il reato di corruzione se manca un accordo di scambio con il pubblico funzionario.

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Caso di studio

Il vicepresidente di una società a responsabilità limitata e un consulente esterno della medesima azienda sono stati chiamati a rispondere per il reato di corruzione per l’esercizio della funzione.

In particolare, si contestava ad entrambi di avere consegnato gioielli in oro, per un valore di 640 euro, ad un membro della commissione aggiudicatrice della gara di fornitura di dispositivi medici occorrenti a diverse Asl, dopo che la stessa società si era aggiudicata due lotti.

Cosa dice la Cassazione

La VIa sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33705/2025, ha accolto i ricorsi di entrambi gli imputati.

La cassazione ha precisato che non assume rilevanza penale la condotta del privato che esprima un gesto di apprezzamento verso un pubblico funzionario attraverso donativi di modico valore, purché tali doni non siano inseriti in un rapporto di scambio o di corrispettività per l’attività svolta dal pubblico agente. 

Perché il reato di corruzione possa configurarsi, la Corte ha stabilito che è necessario che vi sia un accordo funzionale di scambio tra il vantaggio ricevuto dal pubblico agente e l’attività da lui svolta.

La proporzionalità tra il valore dell’utilità offerta e l’atto compiuto costituisce un elemento determinante per distinguere un comportamento penalmente rilevante da un semplice illecito disciplinare.

La Suprema Corte ha chiarito che l’accettazione di regali, anche se di valore modesto, contestuale alla conclusione di una pratica amministrativa, non può essere considerata una regalia d’uso. In questi casi, si tratta comunque di una violazione disciplinare, ma non necessariamente di un reato di corruzione.

Conclusioni

In conclusione, un dono di modico valore, anche se potenzialmente illecito sul piano disciplinare per un pubblico funzionario, non integra automaticamente la corruzione se non risulta sproporzionato rispetto all’atto d’ufficio e non è provato il patto corruttivo che trasformi il gesto di gratitudine in un prezzo per l’esercizio della funzione.

Pubblicato in

Lo Studio Legale MZ Associati da anni assiste medici in processi in ambito di Diritto Sanitario e di Responsabilità Medica, assiste costantemente imprenditori e amministratori societari in controversie in ambito di Responsabilità d’Impresa e Sicurezza sul lavoro, garantendo anche un’ampia tutela dalle Misure di Prevenzione e dai Sequestri, finalizzati alla Confisca; inoltre, lo Studio difende amministratori e funzionari pubblici in processi per reati contro la Pubblica Amministrazione, e tratta Diritto Penale sin dal 1999.
Per una consulenza o per affidare un incarico difensivo, contatta lo Studio senza esitazione

To Top