Falso in cartella infermieristica: responsabilità penale anche per gli infermieri delle cliniche private

Le schede infermieristiche, anche se compilate in case di cura private accreditate, hanno valore di atto pubblico e ogni alterazione costituisce falso ideologico.

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Caso di studio

Due infermieri in servizio presso una casa di cura privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale sono stati condannati per aver falsificato le schede infermieristiche attestando falsamente valori di diuresi e verifiche posturali eseguite su alcuni pazienti.

In particolare, uno degli infermieri inseriva materialmente i dati non veritieri, mentre il collega lo istigava a compiere le alterazioni, arrivando persino a convincerlo ad apporre la propria firma sui documenti falsificati.

Cosa dice la Cassazione

La Va sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9393/2020 ha confermato la responsabilità penale per entrambi gli infermieri.  

Riguardo il ruolo dell’infermiere, la cassazione ha precisato che l’infermiere è incaricato di pubblico servizio poiché non si limita a fornire cure, ma tutela un diritto costituzionalmente garantito – la salute -, attraverso un’attività diretta alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva.

Tale qualifica si applica sia agli infermieri che operano negli ospedali pubblici sia a quelli che prestano servizio in cliniche private accreditate, poiché l’attività resta comunque collegata al Servizio Sanitario Nazionale. Non conta quindi il datore di lavoro, ma la funzione esercitata.

Per quanto attiene le schede infermieristiche, la Corte ha ribadito che le schede e la cartella infermieristica sono parte integrante della cartella clinica. Esse hanno valore di atto pubblico con fede privilegiata, il che significa che eventuali falsificazioni configurano il reato di falso ideologico in atto pubblico.

Conclusioni

In conclusione, gli infermieri, pur prestando servizio in strutture private accreditate, mantengono la qualifica di incaricati di pubblico servizio. La scheda infermieristica, in quanto parte integrante della cartella clinica, ha valore di atto pubblico. Di conseguenza, qualsiasi alterazione dei dati in essa contenuti configura il reato di falso ideologico.

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