Omesso ricovero: il medico che ignora segnali di sepsi risponde della morte del paziente

Il medico che omette il ricovero nonostante indicatori clinici allarmanti, anche con sintomi attenuati, risponde della morte del paziente.

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Caso di studio

Il medico in servizio al pronto soccorso ha cagionato, con condotta colposa, la morte del paziente, che è deceduto per scompenso cardiaco multiorgano dovuto a shock settico da endocardite metastatizzata ad encefalo e bronchi.

In particolare, si è contestato al medico di non aver disposto l’immediato ricovero del paziente nonostante questi presentasse un quadro clinico allarmante, gli esami hanno evidenziato valori di Proteina C Reattiva (PCR) e D-Dimero fortemente alterati, segnali di possibile sepsi, e aver dimesso il paziente con terapia domiciliare.

Due giorni dopo, il paziente è stato ricoverato d’urgenza per shock settico da endocardite batterica ed è deceduto poche ore dopo per scompenso multi-organo.

Cosa dice la Cassazione

La IVa sezione penale della Corte di cassazione, con la sentenza n. 51602/2023 ha confermato la responsabilità penale del medico.

La cassazione ha evidenziato che è configurabile la colpa del medico per imperizia e negligenza quando egli, in presenza di sintomi e valori ematochimici allarmanti, non approfondisce la diagnosi con ulteriori indagini o ricovero, restando ancorato a un’ipotesi meno grave.

Nel caso concreto, l’elevatissimo valore di PCR e D-Dimero costituiva un chiaro segnale di possibile sepsi, che imponeva il ricovero urgente, a prescindere dalla normalità dei leucociti (influenzata dalla precedente terapia antibiotica).

Infine, la Corte ha chiarito che la responsabilità del medico curante successivo non esonera il medico dall’adempiere i propri obblighi in quanto nelle ipotesi di assunzione di posizioni di garanzia e successione di più garanti nella gestione dei pazienti, ciascun garante risponde del rispettivo comportamento doveroso omesso.

Conclusioni

In conclusione, il medico d’urgenza non può limitarsi a un’interpretazione rassicurante dei dati clinici quando alcuni indici obiettivi, anche isolati, segnalano una potenziale condizione grave e rapidamente evolutiva.

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