L’affiancamento tra colleghi non equivale a formazione sulla sicurezza. Il preposto resta responsabile della vigilanza anche in caso di comportamento imprudente del lavoratore.
L’affiancamento tra colleghi non equivale a formazione sulla sicurezza. Il preposto resta responsabile della vigilanza anche in caso di comportamento imprudente del lavoratore.
La nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione non esonera il datore di lavoro dagli obblighi di vigilanza e formazione dei lavoratori.
Il medico del 118 risponde per omicidio colposo del paziente quando la mancata applicazione dei protocolli diagnostici impedisce un intervento salvavita con elevata probabilità di successo.
Chi esercita in concreto poteri direttivi assume tutti gli obblighi di sicurezza e risponde degli infortuni derivanti da omessa valutazione dei rischi e carente vigilanza.
Risponde per omicidio colposo il medico di Pronto Soccorso che, esclusi gli esiti più frequenti del dolore toracico, omette di attivare il percorso diagnostico per la dissezione aortica.
L’aggressione al poliziotto durate una manifestazione di piazza a Torino riaccende l’attenzione sul reato di violenza contro le forze dell’ordine.
L’esperienza pratica e i tirocini scolastici non esonerano il datore di lavoro dal fornire una formazione teorica specifica e adeguata alle mansioni da svolgere.
La titolarità, anche solo formale, della carica di amministratore della società non esonera dagli obblighi di sicurezza sul lavoro.
Quando la comunicazione anticipata delle tracce d’esame configura il reato di rivelazione e non l’utilizzazione illegittima di notizie segrete.
Il dovere assistenziale del medico psichiatra curante si estende anche alle modalità di trasporto e alla prevenzione di condotte eteroaggressive del paziente psichiatrico.